La Longo nella sua arte, nella sua passionale ed incessante ricerca artistica, gioca (ma con quella serietà che ricorda lo spirito del duello, se vogliamo), sul contrasto tra il mondo dell’eroina contemporanea e quello atemporale e storico al contempo, dei mostri fantastici, del raffinato e minuzioso aspetto simbolico degli antichi certosini stili decorativi.

La sinuosità dei corpi sembra “danzare” stilisticamente con lo spirito agguerrito e provocatorio delle figure.
Ancora un altro gioco, un gioco oggettivato in un’arte di indubbio valore formale e di contenuto; un gioco di contrasti, alle volte, tra la femminilità nel languore delle espressioni e delle flessuose rotondità dei corpi (nonché il carnato roseo e delicato) e l’elemento maschile della posa battagliera, di guerra, dichiarata o subita.
Questo contrasto è forse voluto da lei stessa, o forse è autonomo nel suo emergere dall’opera.
In ogni caso è un “contrasto nel conflitto”, il conflitto di antichi duelli o battaglie, ma anche il conflitto come l’animus dell’era di oggi.
Autore:
La Redazione